13/01/13

Piera Mattei, QUATTRO POESIE



1.

a un filo delicato

c'è, ne sono certa, una direzione
un dove non provvisorio,
un cammino non circolare
che cresce a spirale

c'è un filo nel corpo
lo appresi bambina
"la vita attaccata ad un filo"
e lo credetti imparando
– per non spezzare quel filo –
a muovermi con gesti invisibili

a un filo delicato anche gli insetti, le piante
e tutti, tutti gli elementi
– la loro come la nostra vita –
si tengono
stretti dentro i venti
dentro la forza delle montagne d'acqua
ben stretti
finché – ciechi e smaniosi –

ce ne scrolliamo

ma forse qualcuno dall'alto
– qualcuno che volasse molto in alto –
potrebbe fotografare
un intreccio placidamente ondulato
un impassibile arazzo
silenzioso a nuotare



2.

venus carnivora

i gerani sono sbocciati e sfioriti
ma la pianta carnivora
rimane
nel vaso
– in cerchio le sue mascelle dilatate

gli insetti
se ne tengono alla larga
così la nutro di frammenti
minuscoli di carne strappata
alle mie dita
briciole della mia identità
per sottrarla
allo spasmo delle mascelle

osservo le linee incise sul palmo
e i polpastrelli si drizzano
in ascolto d'un richiamo

di vita
dall'appetito verde.



3.

rotture di simmetria

sulla corrente in fila
a intervalli regolari
scivolavano
lente
le anatre iridate
– in vivo stemma araldico
l'occhio rimaneva di profilo

quando
per fastidio
per vincere l'inerzia della scia
una sola
– anche virando con il collo
ad ali aperte e gridi
ruppe
lo schema della simmetria

in moto centripeto
si aprirono allora
come scagliate ai bordi
d'un cerchio immaginario

e subito tornarono
– chi stabiliva l'ordine? –
a comporre uno schema leggibile
la forma di un ventaglio



4.

canto di guarigione

dunque quaranta giorni
senza scrivere mai
leggere un poco
pensare fuori
pensare del mondo
tutto in ascolto:
colori, palazzi, l'estuario del fiume
– oggi canoe a gara

vivo giorni brevi
sogno non di morire
di perdermi
in un percorso breve
perdere identità
perdere voglia
di dire
di essere ascoltata

i dettagli
del volto delicato di mia figlia
il suo corpo leggero
come l'aria
dire di tutto "va bene!"
dirlo senza nemmeno dirlo


Boston, ottobre 2009