31/10/17

CARTE ALLINEATE. Seconda serie, numero 59, ottobre 2017 / Second series, issue 59, October 2017

Per gli articoli del mese, vai a Ottobre 2017 in ARCHIVIO BLOG, o consulta l'INDICE ALFABETICO qui sotto. Per gli arretrati vai a ARCHIVIO BLOG; e a Di cosa si parla su Carte allineate: Indici, nella colonna di destra in questa pagina. Cerca nomi e titoli specifici con il SEARCH BLOG; e gli argomenti tramite le ETICHETTE, sempre nella colonna di destra. Nella colonna di sinistra si trovano anche i LINKS con altri siti / Find the entries in the current month at Ottobre 2017 in ARCHIVIO BLOG or in the INDEX below. Find past issues in ARCHIVIO BLOG, and in Di cosa si parla su Carte allineate: Indici, a section which is situated on the right end side column on this page. Look for specific names and titles by using the SEARCH BLOG. Consult topics by using the ETICHETTE (or LABELS), again on the right hand column. LINKS to other sites are also provided on the left end column in this page.

 
INDICE ALFABETICO / INDEX

Le voci elencate qui sotto senza il nome dell’autore sono state scritte, e le foto sono state scattate, da Roberto Bertoni.

IN COSTRUZIONE

- BENITEZ, Fernando, LOS INDIOS DE MEXICO. Note di lettura, 7-10-2017.
- BOINE, Giovanni, FRAMMENTI E TESTIMONIANZE. Note di lettura, 11-10-2017.
- PINI, Angelo, HO ALMENO SALVATO L'ILLUSIONE. Testo, 3-10-2017. 
- PIZZI, Marina, DIVE ELEMOSIONE - 2015 (STROFE 77-81). Testo, 1-10-2017
- WALLACE, Patricia, THE PSYCHOLOGY OF THE INTERNET. Note di lettura, 9-10-2017

11/10/17

Giovanni Boine, FRAMMENTI E TESTIMONIANZE



[Ligurean West 2009 (Foto Rb)]

La Riviera Ligure, 83, 2017

Il numero 83 della rivista della Fondazione Novaro è dedicato a Giovanni Boine a cent’anni dalla scomparsa.

Contiene utili lettere scambiate tra Boine e Novaro e un ricordo di quest’ultimo, pubblicato in rivista nel 1917, oltre a brevi scritti di Giorgio Bertone e altri.

Vengono utilmente riprodotti alcuni frammenti del poeta in prosa, o frammentista pensatore, che uscì dagli schemi narrativi e poetici consueti e fornì un contributo rilevante alla costruzione della letterarietà ligustica fatta di silenzi accennati da parole concise, lessico scarno, solitudine vagante per scene di natura, malinconia diurna e notturna.

Qualche estratto:

“Quanto al giorno, troppa questa luce! Smarrito ci svolazzo contro come la civetta. Per qua, per là, fan la pazza mascherata, gli uomini, le cose: ci urto come a spigoli” (p. 25).

“Comincia allora il fringuello a strappi il suo verso nell’immobile valle: i contorti olivi reggono radi il grigio velario senz’ascoltare; con estatica rassegnazione tiene il respiro la millenne malinconia” (p. 43).

“Non v’è altro eterno che l’attimo” (p. 45).


[Roberto Bertoni]

09/10/17

Patricia Wallace, THE PSYCHOLOGY OF THE INTERNET

Cambridge University Press, 2016


Si tratta dell’edizione aggiornata e rivista di un saggio pubblicato inizialmente nel 1999 e che tiene necessariamente conto del fatto che in pochi anni Internet è divenuta il medium che “sustains almost any human activity” (P. 1).

Accanto ai fenomeni di intossicazione collettiva nell’aderire a varie notizie trasmesse in rete e commentate in modo più o meno opportuno, ma sempre immancabile nel caso di fatti di spicco, si riscontrano altre fenomenologie della psicologia di Internet, quali quella della “online persona” (p. 3), che si sviluppa in rete diversamente che nella vita fuori rete, sia perché differiscono le modalità utilizzate per costruire le nostre impressioni degli altri, sia perché variano gli strumenti di cui ci serviamo. Il segnale principe di tale differenziazione è la disinibizione ostentata online.

In positivo, sul piano psicologico e sociale, si nota l’uso di Internet per aiutare gli altri; e, più in negativo che in positivo, si può addurre l’esempio dei giochi online con le loro dinamiche di assuefazione.

Wallace discute anche della privacy, cogliendo il paradosso che “we certainly say we care about online privacy but much of the time we don’t act as if we care, largely because of the nature of many Internet environments” (p. 4)

Le reazioni personali rispetto a Internet variano dalle emozioni di frustrazione e pulsioni tendenti all’aggressione, alla ricerca talora esasperata dell’anonimato, col quale l’aggressività si manifesta in modi anche virulenti.

Provoca preoccupazione l’utilizzazione di Internet da parte dell’infanzia, da cui la necessità di evitare moralismi assolutistici e promuovere a livello educativo gli aspetti positivi di creatività e di ricerca, oltre che un uso razionale, in termini di tempo investito in rete, da questo gruppo di età.

Le previsioni per il futuro variano da “the extremely positive to the downright apocalyptic”. Tra i vari aspetti di quest’ultimo capitolo, Wallace ricorda una verità non necessariamente lapalissiana: “We all need to remind ourselves that there is a real human being or many of them, on the  other  end  of  our  communication” (p. 359).


[Roberto Bertoni]

07/10/17

Fernando Benítez, LOS INDIOS DE MÉXICO


1972. Vol. IV, Libro I: El libro de la infamia; Libro 2: Ki, la historia de una planta. Città del Messico, Ediciones Era, 1985

Il volume intreccia vari elementi: la presenza delle tradizioni degli indios Otomí e Maya nel Messico degli anni Settanta; l’uso delle agavi maguey ed henequen; la criminalità mafiosa e l’oppressione politica.

L’inchiesta di Benítez tra gli otomí si svolse nella regione circostante Città del Messico. Ha risvolti geografici con uno sfondo mitico determinato dalla importanza dei vulcani e delle acque sotterranee, ma al contempo rivela il deterioramento ambientale, già da allora, dovuto al sistema fognario carente, e la sopravvivenza stentata e di povertà degli indios, dando conto anche delle loro ribellioni, dei movimenti da essi organizzati e della repressione dei potentati locali con uccisioni impunite. La cultura otomí viene espressa da testimonianze e interviste che mettono in luce tanto la cultura materiale, soprattutto l’utilizzo del maguey per ricavarne la bevanda alcolica denominata pulque, e il mondo simbolico che attinge al patrimonio originario del Messico e alla tradizione cristiana.

L’inchiesta tra i Maya si svolge nello Yucatan e ha un aspetto cronachistico di individuazione della decadenza di questo popolo sottomesso nei tempi antichi, poi dagli spagnoli, infine dai proprietari terrieri; e un aspetto storico che ripercorre il periodo aureo della coltivazione del pelequen per trarne cordami e altri prodotti derivati da fibre vegetali, poi soppiantati dalle fibre sintetiche.

Uno stile ora fattuale, ora emotivo percorre questi resoconti vissuti col sentimento di un tempo perduto come pure di un patrimonio culturale che modificandosi si riassesta nella compagine della modernità messicana.


[Roberto Bertoni]

03/10/17

Angelo Pini. HO ALMENO SALVATO L'ILLUSIONE



Ho almeno salvato l’illusione
la parte nera dell’alfabeto,
vita rude che resiste
alla maniera morta dei nemici.
Poltiglia le ombre in eccesso
effervescenti come chinotto,
che snelliscono cadaveri.
Voce, sogno rauco,
non confondo
col placido sonno sfasato
della stanza. Quella slogata
forma dirige il morto per gioco.